Autostima e insicurezza: perché è così difficile guardarsi con gentilezza
Ti capita di giudicarti con più durezza di quanta ne useresti mai con un'amica? Di minimizzare i tuoi risultati, ingigantire ogni errore, sentirti "mai abbastanza" anche quando gli altri ti dicono il contrario?
L'autostima fragile non nasce dal nulla. Spesso si costruisce nel tempo, a partire da esperienze passate — un confronto costante con gli altri, aspettative alte ricevute da chi ci circonda, o momenti in cui ci siamo sentiti giudicati per come siamo, non per cosa abbiamo fatto. Con il tempo, quella voce critica che veniva da fuori diventa una voce interna, difficile da zittire.
Chi vive un'insicurezza profonda spesso fatica a riconoscere i propri bisogni, si giustifica troppo, oppure evita di esporsi per paura del giudizio — proprio o altrui. Non è vanità mancata, e non si risolve "convincendosi" a volersi più bene: è un lavoro che richiede tempo, pazienza, e uno sguardo diverso su di sé.
In un percorso di supporto psicologico, lavorare sull'autostima non significa costruire una sicurezza artificiale o "positiva a tutti i costi". Significa piuttosto imparare a riconoscere la voce critica quando arriva, capire da dove nasce, e costruire gradualmente un rapporto con se stessi più realistico e meno giudicante — dove anche gli errori trovano spazio, senza diventare motivo di svalutazione.
Se ti riconosci in questa descrizione, sappi che non sei sola in questo, e che è un percorso possibile. Se desideri parlarne, sono a disposizione per un primo colloquio conoscitivo, in presenza ad Alzano Lombardo (Valle Seriana, Bergamo) o online.





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