Sesso e autostima: come la percezione di sé influisce sull’intimità
- Dott.ssa Manuela Locatelli

- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min
Il modo in cui viviamo la sessualità non dipende solo dal corpo o dal desiderio. Molto spesso è legato a come ci guardiamo, a cosa pensiamo di noi, a quanto ci sentiamo “abbastanza”.L’autostima, anche quando non ce ne rendiamo conto, entra silenziosamente nell’intimità e può renderla più libera oppure più fragile.
Quando l’autostima entra nella relazione
Avere una buona autostima non significa sentirsi sempre sicurə o a proprio agio. Significa, piuttosto, riconoscere il proprio valore anche nei momenti di incertezza.Quando questo equilibrio manca, l’intimità può diventare un luogo carico di aspettative, paura di deludere, confronto continuo.
Può succedere, ad esempio, di:
sentirsi costantemente giudicatə dal partner, anche senza che lo sia davvero
fare fatica a lasciarsi andare
vivere il sesso come una “prestazione”
evitare l’intimità per timore di non essere desiderabilə
In questi casi non è il desiderio a mancare, ma lo spazio sicuro per esprimerlo.
Quando il rapporto con sé stessə è fragile, anche il desiderio può cambiare o affievolirsi. Se senti che l’intimità si è trasformata, può essere utile approfondire cosa succede quando si attraversa un periodo di calo del desiderio.
Il corpo come luogo di confronto
Il rapporto con il proprio corpo è spesso il primo terreno su cui l’autostima si incrina. Confronti, modelli irraggiungibili, esperienze passate o commenti ricevuti nel tempo possono lasciare tracce profonde.
Quando il corpo viene vissuto come qualcosa da nascondere o da correggere, anche il contatto con l’altro può diventare difficile. Non perché non ci sia attrazione, ma perché ci si sente espostə, vulnerabili, “troppo”.
Intimità e paura di non essere abbastanza
In molte relazioni la difficoltà non è legata al sesso in sé, ma al timore di non soddisfare l’altro.
Questa paura può portare a:
controllare le proprie reazioni
trattenere emozioni e desideri
adattarsi più che ascoltarsi
Col tempo, questo meccanismo può allontanare dalla propria autenticità e creare distanza emotiva, anche in una relazione affettivamente significativa.
Ritrovare uno spazio più autentico
Lavorare sull’autostima non significa “aggiustarsi”, ma imparare ad ascoltarsi con più gentilezza.
Nell’intimità questo può tradursi nel concedersi il diritto di essere imperfettə, di comunicare bisogni e limiti, di abitare il proprio corpo senza giudizio.
A volte basta iniziare da piccole cose:
riconoscere ciò che ci fa sentire a disagio
dare un nome alle proprie paure
parlarne, se possibile, con il partner
Quando l’intimità diventa uno spazio di incontro e non di valutazione, può tornare a essere un luogo di connessione e non di ansia.
Un percorso possibile
Se il rapporto tra autostima e sessualità diventa fonte di sofferenza, può essere utile fermarsi e chiedersi cosa sta chiedendo attenzione.
Un percorso di supporto psicologico o sessuologico può aiutare a esplorare questi vissuti con rispetto, senza forzature, restituendo senso e ascolto all’esperienza intima.
Perché la sessualità non è qualcosa da dimostrare, ma uno spazio da abitare, a partire da sé.




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