Ansia e adolescenza: quando la scelta scolastica diventa una fonte di pressione
- Dott.ssa Manuela Locatelli

- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min
L’adolescenza è un tempo di passaggio, di trasformazione, di domande che spesso non hanno ancora una risposta chiara. È una fase in cui il corpo cambia, l’identità si ridefinisce e il bisogno di sentirsi compresi diventa centrale. In questo contesto, la scelta scolastica può assumere un peso emotivo molto più grande di quanto immaginiamo.
Per alcuni ragazzi non si tratta solo di “scegliere una scuola”, ma di decidere chi diventare, con la paura di sbagliare, di deludere, di non essere abbastanza.
Quando l’ansia entra nelle scelte
Un certo grado di preoccupazione è naturale: scegliere significa esporsi all’incertezza.
Tuttavia, in alcuni casi, l’ansia prende il sopravvento e rende il processo faticoso, bloccante.
Può manifestarsi attraverso:
difficoltà a dormire o a concentrarsi
irritabilità o chiusura emotiva
paura intensa del futuro
evitamento del tema (“non voglio parlarne”, “deciderò più avanti”)
In questi casi, la scelta scolastica smette di essere un’occasione di crescita e diventa una fonte costante di tensione. In alcuni casi l’ansia non riguarda solo la scelta scolastica in sé, ma una tensione più ampia che invade i pensieri, anticipa il futuro e rende difficile restare nel presente.
Il peso delle aspettative (proprie e altrui)
Molti adolescenti sentono di dover rispondere a più voci contemporaneamente:quelle dei genitori, degli insegnanti, del gruppo dei pari, e non da ultimo, della società.
Spesso emerge una domanda silenziosa ma potente:“Se sbaglio scelta, sbaglio me stesso?”
Quando le aspettative esterne sono molto forti, il rischio è che il ragazzo perda il contatto con ciò che sente davvero, cercando di adattarsi più che scegliere.
Le aspettative, anche quando nascono da buone intenzioni, possono diventare difficili da sostenere se manca uno spazio di ascolto e di dialogo autentico in famiglia.
Il ruolo dei genitori: accompagnare senza dirigere
Per i genitori non è semplice trovare un equilibrio tra il desiderio di proteggere e quello di lasciare spazio. La paura che il proprio figlio possa fare una scelta “sbagliata” può portare, anche inconsapevolmente, a esercitare pressione.
Accompagnare significa:
ascoltare senza giudicare
fare domande più che dare risposte
riconoscere l’ansia senza minimizzarla
trasmettere l’idea che nessuna scelta definisce per sempre una persona
Un adolescente che si sente sostenuto è più libero di esplorare, riflettere e scegliere.
Quando fermarsi e chiedere aiuto
Se l’ansia diventa persistente, se il ragazzo appare bloccato o fortemente in difficoltà, può essere utile uno spazio di ascolto dedicato.Un percorso psicologico può aiutare a:
dare un nome alle emozioni
distinguere il desiderio personale dalle aspettative esterne
ridurre l’ansia legata al futuro
ritrovare fiducia nelle proprie risorse
La scelta scolastica, in questo senso, può diventare un’occasione per lavorare su di sé e sul proprio modo di affrontare le decisioni.
Una scelta che può cambiare forma
È importante ricordare che il percorso di vita non è lineare.Le scelte possono essere riviste, modificate, ripensate.Aiutare un adolescente a comprendere questo significa offrirgli uno sguardo più flessibile sul futuro e meno carico di paura.




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