Perché mi innamoro sempre di persone emotivamente indisponibili?
- Dott.ssa Manuela Locatelli

- 12 feb
- Tempo di lettura: 2 min
È una domanda che molte persone si pongono dopo l’ennesima relazione che lascia più incertezza che serenità.
Ci si ritrova coinvolti in legami intensi ma instabili, dove la presenza dell’altro è intermittente, poco definita, a volte ambigua. E ogni volta si promette a sé stessi che sarà diverso. Eppure lo schema si ripete.
Non è solo una questione di sfortuna. E non significa “scegliere le persone sbagliate”.
Spesso dietro questa dinamica c’è qualcosa di più profondo: uno schema relazionale appreso nel tempo.
Cosa significa “emotivamente indisponibile”?
Una persona emotivamente indisponibile può mostrare interesse, desiderio, coinvolgimento… ma fatica a costruire una relazione stabile, coerente e reciproca.
Non sempre è qualcosa di esplicito. A volte si manifesta attraverso:
presenza alternata a distanza
difficoltà nel definire il legame
ambivalenza tra vicinanza e fuga
paura di impegno o di responsabilità emotiva
Chi vive questo tipo di relazione spesso si sente sospeso: non del tutto dentro, ma nemmeno davvero fuori.
Perché l’ambiguità crea così tanto coinvolgimento?
Dal punto di vista psicologico, l’alternanza tra vicinanza e distanza aumenta l’attivazione emotiva.
L’incertezza mantiene alta l’attenzione. Ogni ritorno riaccende la speranza. Ogni distanza riattiva la paura di perdere. Questa dinamica può alimentare ansia nelle relazioni.
In queste dinamiche non ci si lega solo alla persona, ma alla sensazione di sollievo quando l’altro torna disponibile.
È qui che può svilupparsi una forma di dipendenza affettiva: il legame non si fonda sulla stabilità, ma sull’oscillazione.
Il ruolo degli schemi affettivi
Il nostro sistema emotivo tende a cercare ciò che riconosce come familiare.
Se nella propria storia l’affetto è stato incerto, poco prevedibile o condizionato, è possibile che l’intensità venga percepita come più “vera” della calma.
Questo non significa che ci sia qualcosa di sbagliato nella persona. Significa che alcuni modelli relazionali si sono strutturati nel tempo e continuano ad attivarsi in età adulta.
Quando l’amore è stato associato a fatica, attesa o conquista, la stabilità può sembrare meno coinvolgente dell’imprevedibilità.
Spesso queste dinamiche si riflettono anche nella comunicazione di coppia.
Dipendenza affettiva: non è debolezza
La dipendenza affettiva non nasce dall’eccesso di sentimento.
Nasce spesso dal bisogno di sentirsi scelti, riconosciuti, confermati. Il modo in cui percepiamo noi stessi influisce profondamente anche sull’autostima e sull’intimità.
E quando questo bisogno incontra una persona emotivamente indisponibile, la dinamica può diventare particolarmente intensa.
Riconoscere questo schema non è un atto di accusa verso sé stessi. È un primo passo verso una maggiore consapevolezza.
Si può interrompere questo schema?
Sì, ma non con la sola forza di volontà.
Comprendere perché ci si sente attratti da determinate dinamiche relazionali permette di fare scelte più consapevoli e di costruire legami più stabili e reciproci.
Un percorso di supporto psicologico può aiutare a:
riconoscere gli schemi che si ripetono
comprendere le proprie modalità di attaccamento
sviluppare maggiore sicurezza emotiva
costruire relazioni più equilibrate
Se ti riconosci in queste dinamiche e senti che si ripetono nella tua vita affettiva, parlarne in uno spazio protetto può essere un passo importante.
Come psicologa clinica e sessuologa accompagno percorsi di supporto psicologico nelle difficoltà relazionali e affettive. Ricevo su appuntamento, in presenza e online.




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